L'agente 007... " Bond, James Bond " by Ian Fleming

All 007 movies. Manca "Mai dire mai (Never Say Never Again) del 6 ottobre, 1983 (Los Angeles, Première) remake non ufficiale interpretato sempre da Sean Connery. 


con... Licenza di uccidere

Licenza di uccidere venne presentato in anteprima mondiale a Londra, il 5 ottobre 1962. Girato con un budget di 1 milione di dollari, ne incassò 16 solo negli Stati Uniti d'America. Quando Dr. No diretto Terence Young apparve per la prima volta in Italia, a qualche mese dalla prima proiezione londinese, James Bond era noto solo agli attenti cultori dei  Gialli Garzanti. Se fosse rimasto lì confinato, non avrebbe certo fruito degli studi che gli dedicarono Umberto Eco e Oreste Del Buono e non sarebbe divenuto il 'caso Bond'. Ma il film, che attirò tanti spettatori per l'insinuante bikini bianco di Ursula Andress, ben visibile nei manifesti, era proprio costruito in modo da crearlo, quel 'caso'. Non certo per via della trama: in fondo, l'aiuto che Bond fornisce agli USA, distruggendo la base giamaicana del Dr. No e della sua organizzazione Spectre, che rischia di rendere vani e pericolosi gli esperimenti missilistici di Cape Canaveral, non rappresenta una novità clamorosa nelle vicende delle spie. La celebre frase "Bond, James Bond" fa di Connery una star. L'attore dona al suo personaggio un magnetismo, una spietatezza e un asciutto senso dell'umorismo che faranno da punto di riferimento per i cinque attori che negli anni successivi interpreteranno quel ruolo. 


UNA NUOVA MISSIONE E CONSEGNA DI UNA NUOVA PISTOLA

La Walther PPK è una pistola tedesca rilasciata a James Bond nella nuova missione. Con il cinema la PPK divenne l'arma principale di Bond e fu presentata dal 1962 (Dr. No) al 1997 (Tomorrow Never Dies). In questo film la transizione è stata apportata con la Walther P99, che sarebbe stata utilizzata per il resto del mandato di Pierce Brosnan come Bond. Sebbene il materiale promozionale di Casino Royale includesse la PPK, questa è stata utilizzata solo durante la sequenza di combattimento pre-titolo con il contatto di Dryden , Fisher . Per il resto del film Bond avrebbe continuato a fare affidamento sulla P99. Per il Quantum of Solace del 2008, tuttavia, la Walther PPK ha fatto un gradito ritorno come arma principale di 007 per tutto il film. Questa tendenza è continuata in Skyfall (2012), dove alla spia è stato fornita una Walther PPK / S modificata, in Spectre (2015) e nell'ultimo della saga, No time to die (2021).


La Walther

La Walther PP è una pistola semiautomatica di fabbricazione tedesca, (in foto con la replica PPK dell'azienda B.Bruni (Italy). Prodotta dalla Carl Walther GmbH Sportwaffen il modello PPK, creato nel 1931, è una variante della Walther PP introdotta nel 1929, dalla quale si distingue per le dimensioni ed un peso più ridotti. Questa pistola era ampiamente usata nella Germania nazista (lo stesso Hitler si suicidò con una PPK) da polizia ed esercito ed è rimasta fino al 1972 la pistola d'ordinanza delle forze di pubblica sicurezza. Caratteristiche : Lunghezza: 17,0 cm - Lunghezza della canna: 9,8 cm - Altezza: 10,9 cm - Larghezza: 3,0 cm - Peso con caricatore vuoto: 660 gr. - Alimentazione: 8 colpi cal. 7.65 Browning.

La PP e la PPK sono state tra le prime pistole semiautomatiche a doppia azione di successo al mondo. Famose e iconiche, armarono l'esercito del III Reich, la Luftwaffe, così come la polizia tedesca. Lo stesso Adolf Hitler, secondo le testimonianze, si sarebbe ucciso con una Walther PPK calibro 7,65. Ad amplificare ulteriormente la fama di quest' arma ci pensò lo scrittore inglese Ian Fleming, che decise di farla impugnare a James Bond, l'agente segreto con licenza di uccidere, creato nel 1952 e diventato il protagonista di una delle più ricche franchising cinematografiche e letterarie. La PP e la PPK sono ancora prodotte dalla Walther e sono state copiate da vari costruttori. Il design ha ispirato altre pistole, tra cui la sovietica Makarov, l'ungherese FEG PA-63, la polacca P-64, l'americana Accu-Tek AT-380 II e l'argentina Bersa Thunder 380. Queste Walther erano entrambe popolari tra la polizia europea e l'utilizzo tra i civili, per la loro affidabilità e facile occultamento grazie alle loro ridotte dimensioni.

Costerà circa 3,1 milioni di euro per aggiudicarsi, a partire dai primi mesi del 2020, uno dei 25 esemplari realizzati - come l'originale - nei cantieri di Newport Pagnell. Il fatto che le vetture non saranno omologate per l'uso stradale è un dettaglio non indifferente, che non potrà però scoraggiare i collezionisti più audaci. Nella foto la DB5 della Universal Hobbies scala 1/43 targata GB BMT216A di colore Silver Birch.


L'auto

La vettura di Bond è una Aston Martin DB5 argento non strettamente di serie ma arricchita negli anni da una serie di accessori "fuori catalogo": mitragliatrici dietro gli indicatori di direzione anteriori, speroni che fuoriescono dall'asse posteriore per tranciare le gomme, scudo antiproiettile estraibile dal bagagliaio dietro il lunotto posteriore, scanner radar per individuare gli obiettivi sensibili, rostri dei paraurti che fuoriescono per speronare i veicoli inseguiti, targhe intercambiabili "BMT 216A" (UK), "4711-EA-62" (Francia) e "LU 6789" (Svizzera), getti d'olio nascosti dietro i fanalini posteriori per far scivolare via gli inseguitori, sedile del passeggero eiettabile tramite pulsante rosso nascosto sotto il pomello del cambio, fumogeni per coprire la fuga, vetri antiproiettile, cannoni che sparano getti d'acqua ad alta pressione per allontanare i malintenzionati, spandichiodi, radiotelefono con fax Alpine 7817R e scomparti segreti in cui nascondere le armi, partendo dalla Walther PPK.


Enzo Facciolo

Milano, 13 agosto, 2021 - Enzo Facciolo, storico disegnatore di Diabolik, nato a Milano nel 1931, è morto oggi. A ottobre avrebbe compiuto 90 anni. L'episodio più recente da lui disegnato è stato l'893 (Anno LX n. 7) intitolato Truffa dopo truffa, pubblicato a luglio 2021. Il primo, il n. 10 L'impiccato, pubblicato nel marzo del '63. Per Diabolik, Facciolo è stato molto di più... Le sorelle Giussani (le creatrici di Diabolik) lo chiamarono nel 1963 perché il loro personaggio stava passando da mensile a quindicinale e questo comportava una produzione di 240 tavole al mese. Facciolo aveva poca esperienza di fumetto ma riusciva a lavorare in gruppo e velocemente. Gli chiesero puntualità ? Lui consegnò in anticipo. Le sorelle gli chiesero fisionomie più convincenti per i caratteri principali ? Lui ne fissò i canoni grafici definitivi.

Ringiovanì Diabolik di una decina d'anni, trasformandolo in un trentenne simile all'attore Robert Taylor, gli tolse il cappuccio dei primi numeri e lo nascose/rivelò con la mascherina. L'ispettore Ginko perse il naso adunco, conservò del modello solo l'iconica pipa. Facciolo era della vecchia scuola ma aggiornato: rigorosamente a mano matite e ripasso a china, con il pc riempiva i neri e faceva i retini. Intanto un suo disegno di Diabolik che lancia il pugnale è diventato il logo della Astorina. Da solo o con altri ha disegnato 245 albi di Diabolik, come aver firmato vent'anni di pubblicazioni. L'ultima collaborazione per l'uscita del gennaio 2022. L'artista viveva a Milano nella zona della stazione Centrale ma amava il mare e appena possibile portava moglie e figli nella casa che aveva a Minorca, nelle Baleari. Lo vedremo in un cameo del film dei Manetti Brothers di prossima uscita; un signore alto con cappotto e cappello che incrocia Diabolik all'uscita di un palazzo. Enzo Facciolo è stato un artista e maestro, e chi gli chiedeva quale fosse la sua più bella storia di Diabolik, rispondeva con entusiasmo: "La prossima !".  (Il Maestro aveva 36 anni quando lessi il mio primo DK "Il tesoro sommerso", io ne avevo soltanto 13. Facciolo è sempre stato il mio disegnatore e fumettista preferito. Credo che molti di noi hanno provato una certa tristezza per la sua scomparsa. Purtroppo la vita è anche questa). N.d.A. 



ATTACCO ALLA STORIA

... rendere i cittadini privi di identità, di consapevolezza, di conoscenza del proprio passato (sia positivo che negativo). L'assenza della storia rende l'essere umano manipolabile, perchè - ignorando il dipanarsi degli eventi passati nella loro complessità - cristallizza il presente, considerandolo immutabile e necessario. L'essere umano diventa così una macchina da consumo, un prodotto in serie: massificato e tendente a replicare banalità identiche ammantate da grandi valori, indipendentemente dalla sua area di provenienza, dalla sua cultura, dalla sua formazione.