IL GUERRIERO PROTAGONISTA DELL ' ANTICO TESTAMENTO

All'epoca del Bronzo nella terra di Canaan vi sono diversi dèi della guerra: Yahweh, Moloch, Kamosh, Baal, Milcom. E tutti praticano lo herem a danno delle popolazioni nemiche. Yahweh non è né solo e né unico, e gli episodi narrati in queste scritture, terrificanti e reiterati, sono incontestabili. Yahweh, un dio che arde per la brama di fama e potere, che sottomette con la forza Abramo e Mosè per conquistare nuove terre e che usa la terribile e potente Arca dell'Alleanza per uccidere 30.000 Israeliti in una sola battaglia. Sotto la sua direzione Giosuè distrugge l'intera città di Gerico e vota allo sterminio tutto quanto c'è in città: uomini, donne e bambini, giovani e vecchi, buoi, pecore e asini. Gli Israeliti passano a fil di spada ogni creatura, saccheggiano poi la città, destinando però l'argento, l'oro, gli oggetti di bronzo e di ferro, animali e bambine a Yahweh. 

L'evidenza nella filosofia antica era la caratteristica propria della conoscenza al suo massimo grado, cioè quella a cui arrivava l'intelletto intuitivo. Al suo opposto vi era l'opinione, priva della chiarezza, certezza e quindi verità dell'evidenza, poiché faceva riferimento alla illusorietà della sensibilità.

Nel libro della Genesi, del Deuteronomio e di Giosuè, il dio degli Israeliti pronuncia queste parole: «Alla tua discendenza io do questa terra, dal fiume d'Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate». È una promessa che non sarà mai mantenuta e che costerà la vita a migliaia di uomini, donne e bambini. La marcia di Yahweh è infatti arrossata dal sangue dei popoli che pretende di sterminare per insediare la sua tribù seminomade. L'esortazione divina è chiara: gli abitanti di villaggi e città devono essere tutti sterminati, passati a fil di spada e nei loro confronti non deve trovare spazio la compassione. Ogni popolazione è da schiacciare, perciò gli Ittiti, gli Amorrei e i Cananei devono essere trattati come nemici e votati allo sterminio. Vi sono almeno 200 parti del testo biblico che rivelano chiaramente che Yahweh non è un "vero" Dio, ma un guerriero in cerca di un regno da sottomettere e desideroso di conquistare la terra di Canaan. La sua ferocia e la spietatezza gli sono valse l'appellativo di "Signore degli Eserciti". L'esegesi biblica pretende di minimizzare il soprannome con un'edulcorata metafora cosmologico-creaturale secondo la quale il "Signore degli eserciti" sarebbe da intendersi come un generico "dio dell'universo". Tuttavia, le schiere sotto il comando di Yahweh sono 650.000 uomini ben addestrati e armati, pronti a tutto pur di compiacere il Comandante supremo che sgomita per emergere e guadagnarsi un posto d'eccellenza tra i grandi dell'epoca, gli Egizi e i Babilonesi.

Di seguito, alcuni versetti tratti dal Vecchio Testamento, che permettono di verificare quanto esposto: Esodo 12:29 ; Levitico 26:21-29 ; Isaia 13:9-15-16-18 ; Deuteronomio 5:9 ; Esodo 32:27-28 ; Numeri 31:14-18,32-41 ; Numeri 25:3-9 ; Giosuè 10:11 ; Giudici 4:21-23 ; Esodo 23:27 ; Numeri 33:52 ; Genesi 6:6-7 ; Genesi 17:13 ; Esodo 21:20-21-23-24 ; Numeri 15:32-36 ; Numeri 21:34-35 ; Deuteronomio 2:31-34 e Giosuè 6:20-21.

Il ritrovamento che confermerebbe le Sacre Scritture

Nella Bibbia, quindi, sono descritti numerosi massacri e razzie ordinati o perpetrati direttamente da questo dio degli eserciti, episodi terrificanti e reiterati che possono scuotere le coscienze e gli animi, ma che sono incontestabili, inconfutabili e descritti in modo chiaro e inoppugnabile. Stando alle cifre riportate di volta in volta nella Bibbia, Dio (Yahweh) uccide direttamente 2.270.365 persone, senza contare il Diluvio Universale sul quale la Bibbia non cita alcuna cifra ma che si immagina di molti milioni.

YHWH uomo o Dio (Esodo, 15:3)


Un team di archeologi subacquei ha scoperto ciò che rimane di un grande esercito egiziano del 14° secolo a.C, nella parte inferiore del Golfo di Suez a 1,5 km al largo dalla città di Ras Gharib. Gli archeologi subacquei erano alla ricerca di resti di navi e manufatti antichi legati alla pietra e al commercio del bronzo nella zona del Mar Rosso, invece davanti si sono trovati uno scenario di ossa umane nascosti dalla vegetazione marina cresciuta nel corso dei secoli. Gli scienziati, guidati da Abdel Muhammad Badia professore della Facoltà di Archeologia dell'Università del Cairo, hanno recuperato 400 scheletri diversi, centinaia di armi e pezzi di armature, due carri da guerra ecc ... Si pensa che ci siano più di 5000 corpi dispersi su un'area abbastanza vasta. Molti indizi hanno portato il Professore Badia e gli scienziati, a pensare che quei corpi siano legati al famoso episodio dell'esodo di Egitto. Sembra che gli antichi soldati siano morti all'asciutto, coperti da strati di roccia ed argilla, secondo lo studio sono morti per una colata di fango o con un maremoto, infatti il numero di ferite lascia pensare che i soldati perirono in modo drammatico, fortificando così, la versione biblica della traversata del Mar Rosso, secondo cui l'esercito del faraone egiziano venne travolto dal ritorno delle acque che Mosè separò. Nel libro dell'Esodo leggiamo: Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare. Ma alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!». Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè.


La profezia di Isaia

L'esegesi cristiana legge in un passo veterotestamentario del profeta Isaia l'annuncio della venuta di Gesù Cristo "Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele", Isaia (7,14); l'evangelista Matteo riporta il passo di Isaia quando scrive a proposito di Giuseppe "gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele", Matteo (1,20). Analizzando il passo si comprende che il profeta Isaia parlando di questo figlio che nascerà si riferisce a qualcosa di molto più immediato e concreto; il contesto è quello della guerra siro-efraimitica (VIII secolo a.C.), Isaia parla ad Acaz (re di Giuda) che di fronte alla possibilità di essere detronato si rifiuta di credere alla profezia secondo cui non avrebbe perso il suo potere. Nonostante la rassegnazione di Acaz, Isaia risponde che avrebbe avuto un segno da parte di Dio, in ogni caso, e qui si inserisce il passo Isaia (7,14); è infatti la stessa Bibbia di Gerusalemme a scrivere in nota "Isaia ha in vista immediatamente la nascita di un figlio di Acaz, per esempio Ezechia, come sembra probabile a dispetto delle incertezze della cronologia". Oltre alla sua concretezza, il passo di Isaia presenta due errori di traduzione: il termine "vergine", assente nel testo ebraico e i verbi "concepirà" e "partorirà" che nel testo ebraico non si presentano al futuro: il termine che viene tradotto con concepirà, in ebraico è un aggettivo (harah) che significa "incinta" mentre l'atto del partorire si presenta nella forma "partorente", quindi al participio e non al futuro. Il passo di Isaia riporta il termine ebraico almah che nella versione greca dei Settanta viene tradotto con parthenos; la traduzione di parthenos con vergine è corretta, ma in ebraico almah non significa vergine ma "ragazza" o "giovane donna", il termine ebraico per vergine esiste ed è betulah, tant'è che nel Cantico dei cantici il plurale del termine almah, compare insieme a "regine e concubine", tutt'altro che vergini. Traduzione confermata dalla Bibbia di Gerusalemme che riporta in nota che almah "designa sia una giovane sia una donna appena sposata, senza esplicitare ulteriormente". Per quanto riguarda il verbo "partorirà" è da segnalare che la conferenza episcopale tedesca ha deciso di redigere una nuova "traduzione unificata" e che nelle Bibbie stampate dal 2017 il sopracitato passo di Isaia reciterà queste parole "la vergine ha concepito e  partorisce un figlio" aggiungendo in nota cha almah non significa vergine.  Nella traduzione letterale delle originali parole ebraiche invece si è sempre letto : " : «Perciò darà mio-signore egli [egli stesso] a te segno vedere la-giovane-donna concepito (è incinta) e-partorire figlio e-lei chiama nome-suo Emmanuele.»

La Conferenza episcopale tedesca (Dbk) ha presentato a Fulda (Germania) il frutto di molti anni di lavoro scientifico: una nuova edizione della cosiddetta "Traduzione unificata" (einheitsübersetzung) della Bibbia in tedesco. Si chiama "unificata", perché, dall'originale pubblicato dal 1962 in poi, queste edizioni dovevano essere utilizzate ecumenicamente, così da unificare cattolici e protestanti in Germania. L'obiettivo originale, però, è naufragato nel 2005, quando i protestanti tornarono alla traduzione di Lutero. Il leader del progetto di ricerca è stato il vescovo emerito di Erfurt, Joachim Wanke, che ha spiegato che la nuova edizione è una «revisione moderata" del testo più vecchio. Wanke ha aggiunto che una traduzione è sempre anche una interpretazione. Il vescovo ha affermato che la nuova edizione mostra più "coraggio" nel presentare il "gergo biblico". Secondo la tradizione ebraica, i nomi personali di Dio non possono essere pronunciati, quindi nella nuova edizione "Yahweh" è sostituito da "Signore". In realtà, ogni paragrafo ha un cambiamento, ha spiegato Michael Theobald, presidente della Bibbia Associazione tedesca. Quando l'apostolo Paolo nomina due nuovi adepti, non sono più due uomini, Andronico e Giunia; infatti, una nuova scoperta ha dimostrato che a quanto pare erano un uomo e una donna, cioè Andronico e Giunia. Questo ha portato alla discussione che la parola "apostolo" deve essere applicata sia alle donne che agli uomini.

Altre modifiche sono più ideologiche.

Più rivoluzionario è il cambiamento di passaggio di Isaia (7,14):Nella vecchia versione si legge: "La vergine concepirà e darà alla luce un figlio" mentre nella nuova verrà sostituita da: "La Vergine ha concepito e dà alla luce un figlio.". Il cambiamento sembra suggerire che la vergine non era affatto più vergine (dopo aver concepito) e allo stesso tempo elimina l'impulso profetico mettendo le parole dal futuro al passato. In una nota i traduttori spiegano che la parola ebraica "Almah" significa "giovane donna" e non ha il significato di "vergine", come è stato da sempre riportato . Inoltre, l'Annunciazione secondo Luca (1,31) passa da "di concepire un figlio" a "una gravidanza." Theobald spiega inoltre che nella nuova edizione, si è tenuto conto anche di una "sensibilità verso il problema di genere". In linea generale nel Nuovo Testamento, "fratelli e sorelle" verrà sostituito da "fratelli". "Rifiuto" nella lettera di San Paolo diventerà "ripudio", e gli atti di Gesù fino ad allora chiamati "miracoli" verranno chiamati "atti di potere". Secondo Theobald, questo dovrebbe contribuire ad evitare una proiezione anacronistica di quello che abbiamo capito di essere miracoli nel tempo di Gesù.

La nuova versione della Bibbia sostituirà il testo dell'edizione del 1979 e sarà utilizzato in tutti i paesi di lingua tedesca: Germania, Austria, Svizzera, Lussemburgo, Alto Adige, ed est-Belgio. Sarà obbligatoria nella liturgia, nelle scuole e nel lavoro pastorale, tra cui la catechesi. I protestanti in Germania pubblicheranno invece una nuova versione della traduzione di Lutero.

               Fonte : Blog di Sparlo - (LifeSiteNews)