Nessun provino. Avevo ventitré anni ed ero nella compagnia di un altro grande, Nino Taranto. Il mio agente mi propose e fui presa sulla carta per ben tre film. Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi diretto da Mattoli come Signori si nasce , e Letto a tre piazze con la regia di Steno. Totò lo incontrai direttamente sul set. “Principe piacere, Angela Luce”. E lui che già non ci vedeva bene: “Piacere”. Poi si rivolse all’aiuto regista Michele Lupo e gli chiese: “Miche’, com’è Angela?”. “Una gran bella ragazza...”. “Tiene pure una bella voce” aggiunse Totò. Così alla prima pausa mi chiese: “Angela, mi canti una canzone napoletana?”. Divenne una specie di rito che ripetevamo spesso perché, diceva, “mi fai sentire l’odore di Napoli”». Avevo per lui un rispetto assoluto. Lo chiamavo principe anche se non voleva. “Per carità, chiamami Totò”. Ma io non ce la facevo. Era così elegante e aveva una certa età... Da lui ho imparato tanto. Io ho la quinta elementare, ma ho avuto grandi maestri. La scuola l’ho fatta con loro. Ero consapevole di sapere poco o niente e per questo diventavo una spugna».

ANGELA LUCE ... dei miei occhi ! 10-03-2013

Angela Luce, nome d'arte di Angela Savino fu Vincenzo, calzolaio, e Maria Romaniello, casalinga. Nata in via Mezzocannone, il 3 dicembre 1937 a Napoli. Attrice e cantante, ha lavorato per il teatro, il cinema, la televisione e ha scritto opere di poesia.

Angela Luce alias Angela Savino (Napoli, 03-12-1937)

Angela Luce (donna Clotilde, proprietaria del "bar Stella") nello sceneggiato televisivo "Peppino Girella" di E. De Filippo, trasmesso il 14 Aprile 1963. Fu girato in bianco e nero, su supporto magnetico, nel centro di produzione RAI di Roma per le scene in interni, e a Napoli per le scene in esterni.

Peppino De Filippo - 1953

Giuseppe De Filippo (Napoli, 24 agosto 1903 – Roma, 27 gennaio 1980). Il suo sodalizio con Totò in diversi film ha dato vita ad una delle più celebri e acclamate coppie comiche del cinema italiano. I due attori, infatti, avevano una straordinaria intesa e capacità di compensarsi, e Peppino De Filippo può considerarsi senza dubbio il partner migliore in assoluto di Totò. In questo film, intanto, Alberto Sordi (l'imputato), brilla di luce propria... Come stella incipiente del firmamento cinematografico. Siamo nel 1953.

Il Segno di Venere - 1955

Sordi-De Filippo in una scena del film. Il segno di Venere è diretto da Dino Risi ed è stato presentato in concorso all'8º Festival di Cannes. 1/3

Il film non ha una vera progressione narrativa e le scene servono soprattutto a mettere in evidenza l'abilità dei singoli attori, ma in certi momenti la comicità è davvero irresistibile. 2/3

La scena in cui, al termine della cena in trattoria, Romolo cerca di vendere la macchina a Mario è stata girata a Porta Settimiana a Trastevere: la stessa location verrà scelta da Carlo Verdone molti anni dopo per ambientarvi la scena iniziale e quella finale dell'episodio Leo di Un sacco bello. 3/3

Il regalo di compleanno...

Targa commemorativa Alberto Sordi a Trastevere (Roma).

La Villa 'museo' di Sordi.

Un suo consiglio...

Le vacanze intelligenti (1978). Una coppia burina di fruttaroli romani (Sordi e Anna Longhi) è costretta dai figli ormai laureati e saliti di ceto sociale a intraprendere un viaggio colto tra monumenti, scavi etruschi e musei, culminante in una visita alla Biennale d’arte di Venezia. Il comico scaturisce da qui, da questo elementare ma efficacissimo confronto-scontro tra l’ingenuità dei due e il presunto, incomprensibile, iraggiungibile sublime dell’arte. Episodio becero e sofisticato insieme. I due alle prese con l’incomprensibile e respingente arte contemporanea sono, semplicemente, sublimi.

Sordi & Anna in "Dove vai in vacanza" - 21 dicembre 1978.

Avrebbe compiuto 97 anni il 15 giugno Alberto Sordi, indimenticato mostro sacro della commedia italiana, attore simbolo di Roma. Nato a Via San Cosimato, nel cuore della Capitale, per tutta la sua vita sarà orgoglioso di questa appartenenza, caratterizzando con un vistoso accento romano molti personaggi da lui interpretati, e tifoso della Roma. Per il suo 80esimo compleanno fu sindaco per un giorno...

Il salone di casa Sordi. In fondo, il suo angolo con la poltrona preferita accanto al camino.

Alberto con il fratello e le sorelle.

L'ultimo film di Sordi "Incontri proibiti" del 25 settembre 1998.

Incontri proibiti, con Valeria Marini, è stato successivamente riproposto con un nuovo montaggio nel 2002, con il titolo "Sposami papà".

Valeria e Alberto in ' Sposami papà ' - 9 agosto, 2002 uscito precedentemente il 25 settembre 1998 con il titolo ' Incontri proibiti '.

Sordi nel "Comune senso del pudore" (1976) con Rossana Di Lorenzo, famosa per aver interpretato ancora sua moglie nel film Le coppie del 1970, (episodio "La camera").

  • Tratta da Il Tassinaro, 1983.

    Dichiarazione d'amore del protagonista (e regista) Sordi per la sua città: è infatti intriso di romanità e romani nativi o d'adozione sono tutti i suoi protagonisti principali, a partire da quelli che compongono la famiglia del protagonista.

  • Un immagine casalinga di Alberto.

    La leggenda narra che alla domanda "Perché non ti sposi?" la risposta di Sordi fosse "... e che me metto, un'estranea in casa ?! ". Era una frase che ripeteva spesso, lo divertiva. Faceva parte della sua personalità complessa, di una vita sempre in doppio gioco con se stessa. Tutto nasceva dalla consapevolezza di aver raggiunto successo e indipendenza economica eccezionali.

  • L'ultima brillante interpretazione (1998)

    Come tutti i film di Alberto Sordi regista, la colonna sonora è firmata dal suo amico Piero Piccioni che anche questa volta ci regala un suggestivo commento musicale.

L'ultimo saluto di Alberto

L'ultima volta di Alberto, in un filmato girato nel suo studio che doveva essere proiettato solo per il pubblico del teatro Ambra Jovinelli di Roma dove, il 17 dicembre del 2002, era stata organizzata una serata in suo onore. Purtroppo il grande Alberto, indimenticabile protagonista del cinema Italiano e non solo, dovra' disdire la sua partecipazione per motivi di salute.

Sordi ha incarnato, se pure con un suo particolare stile, l’anima di una Roma che non c’è più, verace e schietta, amara e ironica, che tutti coloro che non erano presenti per motivi anagrafici possono ritrovare in quei film, patrimonio di un’Italia da riscoprire.