* Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero *

* La Bibbia è una sola. Non vi sono più Bibbie. Essa è una raccolta di scritti o libri composti da vari autori lungo un arco di tempo di più di mille anni. E' divisa in due parti. La prima, chiamata Antico Testamento, scritta prima di Gesù Cristo, quasi tutta in lingua ebraica. La seconda parte, a cui si dà il nome di Nuovo Testamento, comprende gli scritti dei primi discepoli di Cristo (Apostoli ed Evangelisti). Fu composta in greco durante il primo secolo della nostra Era Cristiana.* (Copertina di una bibbia originale del 1607)

* Una bibbia in italiano antico corredata di note. Naturalmente ogni traduzione e ogni sua revisione rispecchiano sempre le scelte del traduttore e, coloro che sono in grado di accedere ai testi originali hanno maggiori possibilità di verificarne la correttezza del testo tradotto, oppure di coglierne significati più pieni o alternativi.*

* Perché la parola di Dio è viva ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli ; e giunge fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; ed è giudice dei pensieri e dei sentimenti del cuore.* (Ebrei 4:12)

* Le Sacre Scritture *

La Bibbia di Gutenberg (composta sulla base della Vulgata di San Gerolamo) Magonza, 23 Febbraio 1455. Nel 2001 è stata inserita dall'UNESCO nell'elenco della Memoria del mondo.

Una traduzione, per essere degna di tal nome, deve riprodurre fedelmente il contenuto del testo origìnale, chi traduce non deve tradire. La Bibbia è stata scritta in lingue antiche che bisogna conoscere a perfezione; e anche perché gli autori sacri si sono espressi con immagini, modi di dire, simboli... propri del loro tempo e della loro cultura. E’ necessaria una conoscenza non comune di storia, costumi, mentalità per poter penetrare il significato esatto di quelle immagini, di quei simboli, di quei modi di dire. Con opere instancabili di valenti biblisti, di uomini coscienziosi, sia cattolici che protestanti, ortodossi, ebrei, indipendenti, sono stati rinvenuti migliaia di codici o frammenti di codici, ossia di testi biblici scritti in tempi assai remoti. Con l’aiuto di questo prezioso materiale e seguendo criteri propri della scienza biblica, gli studiosi hanno assemblato quasi alla perfezione il testo originale della Bibbia, quello uscito dalla penna degli autori. Il testo così recuperato si chiama testo critico. Solo il testo critico greco ed ebraico costituisce il punto di riferimento, vale a dire la norma per giudicare la fedeltà o meno delle traduzioni della Bibbia in qualunque lingua. Le traduzioni che si discostano dal testo critico devono dirsi false. Una delle Bibbie più affidabili a tutt'oggi sembra che sia quella tradotta in greco, ovvero scritta  sotto Tolomeo Filadelfo (amico e diadoco di Alessandro Magno, che regnò dal 285 fino alla sua morte nel 246 a.C.) da eruditi ebraici (miticamente ‘i Settanta’) in Alessandria d’Egitto, capitale dell’ellenismo. Le Chiese ortodosse hanno adottato quella Bibbia in greco. I cattolici, invece, a cominciare da San Girolamo, sono andati a cercarsi il presunto originale ebraico ed hanno preso come originale i testi “masoretici”, che sono non soltanto molto più tardi rispetto alla Bibbia greca dei Settanta,(furono raccolti e rielaborati da rabbini nel nono secolo dopo Cristo, sulla base di testi antichi ma comunque risalenti ad almeno il 150 d. C.), ma sono stati ricomposti in polemica col cristianesimo, e dunque tendenziosamente attenuando o oscurando i passi che alludono ad un Messia troppo simile al Nazareno. Gerolamo studiò l’ebraico pagando (a caro prezzo) un giudeo, e la sua nuova Bibbia in latino dall’ebraico è ancor oggi la base delle posteriori Bibbie, anche protestanti.

* La prima pagina della Bibbia di Sion (o di Gerusalemme) *

* Suddivisione dei libri dell'Antico Testamento *

* Suddivisione dei libri del Nuovo Testamento *

* Questa mappa ci mostra dove i libri della Bibbia furono scritti originariamente. La maggior parte dei libri dell'Antico Testamento sono stati scritti in Israele. I primi 5 libri, il cosiddetto "Pentateuco", sono stati scritti nel periodo in cui i figli d'Israele vagarono nel deserto per 40 anni dopo aver lasciato l'Egitto. Il Vangelo di Matteo, Marco e Luca, la prima parte del libro degli Atti e le lettere di Giacomo e Giuda sono stati scritti in Israele, che a quel tempo si chiamava Palestina. Il Vangelo di Giovanni fu iniziato in Palestina e completato a Patmo dove fu scritto, sempre da Giovanni, anche il libro dell'Apocalisse. La seconda parte del libro degli Atti e` stata scritta durante i viaggi missionari di Paolo e le altre lettere sono state scritte a Roma, Grecia, Asia Minore, Antiochia e Babilonia.* (Cartina dei Libretti sacri)

* Mappa della città di Gerusalemme *

* La genealogia di Gesù *

* L'ebraismo rabbinico ritiene che la venuta del Messia non si sia ancora manifestata.* (vedi Gesù di Nazareth)

* Il testo ebraico in origine era scritto con le sole consonanti in numero di ventidue ed il nome YHWH formato da quattro di esse yod, he, waw, he, detto il tetragramma, è stato traslitterato (trasposizione nella propria lingua le lettere ebraiche) così come gli altri nomi nella Bibbia. La vocalizzazione dei nomi, come delle altre parole, veniva fatta durante la lettura da chi ovviamente conosceva la lingua. Negli ultimi secoli prima di Cristo, il nome di Dio venne circondato da tale venerazione che finì per non essere più usato. Il terzo comandamento ingiunge: "Non proferirai il nome di YHWH tuo Dio invano, perché YHWH non lascerà impunito chi proferisce il suo nome invano". Gli antichi ebrei provarono qualcosa del genere e decisero che il modo migliore per evitare un uso improprio del nome di Dio era di non usarlo affatto. In un primo momento, probabilmente, evitarono di usarlo nella conversazione quotidiana; in seguito lo evitarono anche nella lettura pubblica della Scrittura, sostituendolo con Signore o Dio. Era già questa la prassi quando la Bibbia ebraica venne tradotta in greco nel III° sec. a.C., perché la traduzione dei LXX rendono il tetragramma YHWH con Kyrios (Signore) o Theos (Dio). Si è detto che l'unica volta in cui il nome veniva effettivamente pronunciato a quei tempi, era quando il sommo sacerdote entrava nel Santo dei Santi del tempio, durante la ricorrenza annuale del Giorno dell'Espiazione (Yom kippur). Questa consuetudine cessò con la distruzione del tempio nel 70 d.C. Quali che fossero le vocali originali ebraiche è stato argomento di accese discussioni, ma generalmente si ritiene che fossero a ed e, e la parola quindi doveva pronunciarsi Yahweh. Ci sono prove che nei primi secoli del cristianesimo questa era la pronuncia presso i Samaritani e altri circoli di Ebrei che non condividevano gli scrupoli eccessivi nel pronunciare il nome di Dio. Una prova ulteriore si trova nell'Antico Testamento, dove il nome di Dio ricorre anche nelle forme abbreviate Yahu e Yah (come nel Salmo 68:4, "Il suo nome è Yah"). I masoreti per evitare la profanazione del nome divino invece, posero fra le quattro consonanti YHWH le vocali della parola Adonai, "Signore", falsandone la pronuncia in Yehovah. La maggior parte dei traduttori bibblici, laddove in Ebraico si trova il tetragramma, ha preferito il termine Signore o Eterno (vers. riveduta), salvo rare eccezioni come la Bibbia tradotta da S. Garofalo che riporta il termine Jahve, Signore. Un'altra dimostrazione lampante riguarda il termine YAH, che è la contrazione di Yahweh e non di Yehowah, infatti il termine alleluia significa lodate Iah e non lodate Ye (contrazione di Yehowah). Il Salmo 68:4 afferma inequivocabilmente che "Iah è il suo nome". Yahweh ha comunque delle conferme dai nomi similari Iào, Jaho, Iàoue, Iabé che risalgono ai primi secoli d.C., utilizzati da Diodoro Sicolo, Ireneo, Origene, Clemente Alessandrino, Epifanio, Teodoreto e Girolamo, mentre Yehowah è un termine utilizzato almeno una decina di secoli dopo. Riguardo al nome di Gesù, di Pietro e di Geremia... non bisogna dimenticare che abbiamo di essi l'esatta pronuncia, in quanto i loro nomi sono stati traslitterati nella lingua greca con le vocali e di essi abbiamo l'esatta vocalizzazione nella nostra lingua italiana.*

* Una pagina della sacra Bibbia pubblicata negli anni 1947-60, a fronte della Vulgata (la traduzione canonica della Bibbia per l'intera Chiesa cattolica), coordinata dal grande biblista Monsignor Salvatore Garofalo, (Torre del Greco, 17-04-1911 - Roma, 25-10-1998), professore di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Urbaniana. È corredata con amplissime note storico-esegetiche ed è caratterizzata dal fatto di riportare fedelmente, oltre 6800 volte, il nome di Dio nella forma Jahve nelle Scritture Ebraiche; un lavoro enorme (a quel tempo editorialmente e scientificamente all'avanguardia in Italia) e ancor oggi imprescindibile.*

* La nascita di Venere by Eduard Steinbruck *

* Gesù e Lazzaro *

*  L’intolleranza della Chiesa Cattolica contro i diversi di qualsiasi specie, ivi compresi gli omosessuali, non ha alla sua base l’insegnamento del Grande Maestro, ma unicamente l’odio tipico di ogni gerarchia per qualsiasi scelta che sia il frutto della libertà umana o comunque di un sentire diverso rispetto a quello consentito dalla gerarchia stessa. Recentemente sono stati ritrovati in una lettera di Clemente Alessandrino alcuni frammenti del Vangelo Segreto secondo Marco utilizzato dagli gnostici Carpocraziani. In questo vangelo, risalente a giudizio dei principali studiosi dell’argomento (Morton Smith) alla fine del I° sec. d. C., i Carpocraziani, in evidente polemica con la Grande Chiesa, che usava deformare nei propri testi sacri gli insegnamenti di Gesù in modo tale da renderli compatibili con le proprie concezioni dell’uomo e del mondo, hanno riportato la vera scena sulla “morte” e “risurrezione” di Lazzaro. Dall’analisi del testo del Vangelo Segreto secondo Marco usato dai Carpocraziani risulta, che Lazzaro era stato effettivamente chiuso in una tomba, ma che non era ancora morto: “E Gesù adiratosi, andò con lei nel giardino dove era la tomba e subito un alto grido fu udito uscire dalla tomba. E Gesù, avvicinatosi, fece rotolare via la pietra che chiudeva la porta della tomba. ”In questo testo, infatti, si riferisce che le persone presenti hanno sentito innalzarsi un “alto grido” prima che Gesù si avvicinasse e facesse “rotolare via la pietra che chiudeva la porta della tomba”. Questo vuol dire che Gesù si era recato al sepolcro sapendo già che Lazzaro non era mai morto. Ma cosa era successo? Perché Lazzaro era stato chiuso in quel sepolcro pur essendo ancora vivo? Doveva avere commesso senz’altro qualche crimine orrendo, che meritasse la più severa delle punizioni previste dall’antica religione ebraica: l’essere sepolti pur essendo ancora vivi. Ma quale crimine poteva meritare una punizione così terribile? La risposta ci viene dalla lettura del Vangelo Segreto secondo Marco: “E subito, entrando dove era il giovane, stese la mano e lo alzò prendendolo per mano. E il giovane, guardando verso di lui, lo amò e cominciò a implorarlo di poter stare con lui.” Lazzaro dunque era un giovane omosessuale: questa era la sua colpa e per questo era stato punito a quella orribile pena. Alcune parole di Tomaso riportate nel Vangelo di Giovanni provano che Tomaso e gli altri discepoli di Gesù, quando hanno deciso di accompagnare il Salvatore a Betania per liberare Lazzaro, avevano la piena consapevolezza che avrebbero corso il rischio di essere uccisi dalla folla inferocita: Allora Tomaso, chiamato Didimo, disse ai condiscepoli: “Andiamo anche noi a morire con lui!” (Vangelo di Giovanni,11,16). Secondo il Vangelo Segreto secondo Marco, quando Gesù giunse a Betania, Maria “si prostrò davanti a Gesù dicendogli: `Figlio di Davide, abbi pietà di me´. Ma perché mai Gesù avrebbe dovuto avere pietà di lei, se non per il fatto che aveva commesso qualche cosa, che agli occhi di Gesù risultava essere simile ad un delitto? E’ interessante a questo proposito analizzare l’atteggiamento sdegnoso di Gesù e dei suoi discepoli di fronte alla sorella di Lazzaro: “Ma i discepoli la rimproverarono. E Gesù adiratosi, andò con lei nel giardino” (Vangelo segreto secondo Marco). Ma che cosa ha commesso Maria di così grave ? Evidentemente, Gesù e i suoi discepoli le addossavano la responsabilità di quello che era successo a Lazzaro. Probabilmente era stata lei a denunciare Lazzaro alle autorità religiose del tempo in quanto omosessuale e a farlo chiudere vivo nel sepolcro. Gesù, venuto a conoscenza dei fatti, è intervenuto immediatamente e il suo anatema si è abbattuto sulla sorella di Lazzaro. Il testo evangelico non fa assolutamente pensare ad un’avvenimento del genere. Infatti, se è vero che Lazzaro, “guardando verso di lui, lo amò e cominciò a implorarlo di poter stare con lui”, è vero anche che il vangelo segreto secondo Marco si limita ad affermare che Gesù ha riaccompagnato a casa Lazzaro, probabilmente per evitare che venisse linciato dai giudei. E’ assolutamente improbabile che Gesù abbia avuto rapporti sessuali con Lazzaro, anche per il fatto che Gesù, come ci riferisce il vangelo di Filippo, aveva per unica compagna Maria Maddalena. Da quel momento in poi, Gesù, per avere infranto la “legge divina” che prevedeva la morte per gli omosessuali, si è attirato l’ostilità del giudaismo ufficiale, al punto che “non andava più apertamente fra i giudei, ma se ne andò di lì nella regione prossima al deserto, in una città chiamata Efraim, dove rimase con i suoi discepoli.” (Vangelo di Giovanni, 11, 54). Nel Vangelo Segreto tuttavia è scritto: “Ed essi entrarono in Betania, e c’era una donna alla quale il fratello era morto.” Questa frase apparentemente smentirebbe le ipotesi avanzate in questo saggio sulla scena di Lazzaro, ma in realtà non è così. I Carpocraziani, infatti, come tutti gli gnostici associavano anche un significato esoterico ai gesti e alle azioni di Gesù. La scena del salvataggio di Lazzaro dalla morte a cui era stato condannato dagli Ebrei, oltre a rappresentare un attacco agli atteggiamenti anti-sessuali della burocrazia clericale, ha anche un significato più vasto: Lazzaro rappresenta lo gnostico, che, grazie alla acquisizione di una piena conoscenza di sé e di quella goccia di luce divina che si cela nel profondo del proprio cuore, muore in quanto “uomo psichico” e rinasce in quanto “uomo pneumatico”, cioè spirituale. La “morte” di cui parla questo vangelo è una morte rituale, cioè il neofita, messo a dura prova dalla sua vita nel mondo materiale, giunge gradualmente a possedere i vari gradi della Conoscenza (=Gnosi) di sé e del mondo. Lazzaro nel Vangelo Segreto secondo Marco diventa la metafora dei giovani adepti di quella comunità gnostica, che, per poter giungere a possedere la Gnosi Perfetta e, quindi, la Salvezza, dovevano superare tutta una serie di prove e di ritualità iniziatorie. Anche l’unione con Gesù, suggerita nel finale, ha in realtà un carattere più che altro mistico ed esoterico, dove lo spirito “femminile” dell’adepto, alla fine del rito di iniziazione, giunge ad unirsi con lo spirito “maschile” di Gesù nella perfetta unità primordiale androgina. Nel Vangelo Segreto convivono due significati, uno politico, legato alla vita materiale e sociale in polemica con la Grande Chiesa, che vuole riconoscere il diritto all’uguaglianza con gli altri esseri umani, pur nella consapevolezza della propria diversità, a quanti fanno scelte sessuali diverse da quelle che facciamo tutti noi, ed uno esoterico, legato strettamente alle ritualità iniziatorie carpocraziane, che vuole rappresentare una via verso la liberazione dai lacci della vita materiale dell’elemento divino che si trova celato in un angolo segreto del cuore di ogni uomo.*    (by Massimo P. Cogliandro - Roma, 14-09-2000)

 

* Intorno al 195 d.C. Clemente Alessandrino scrisse a Teodoro, uno dei suoi canonici, a proposito di un argomento molto delicato: l’esistenza di un Vangelo segreto di Marco. Il vescovo spiegava che una dissoluta setta eretica, detta dei carpocraziani, si era impadronita di quel Vangelo con la frode e che il testo non poteva essere considerato attendibile. In sostanza Clemente stava confermando l’esistenza del Vangelo segreto di Marco, ma sosteneva anche che né lui né Teodoro avrebbero potuto ammetterla pubblicamente senza concedere alla setta una certa qual misura di credibilità. Il vescovo quindi chiedeva al canonico di mentire al servizio della verità, negando, anche sotto giuramento, che quel Vangelo fosse di Marco. Clemente disse che Marco aveva trascorso qualche tempo a Roma con Pietro e là aveva cominciato a scrivere quello che in seguito sarebbe diventato il suo Vangelo. Anche Pietro stava scrivendo per la posterità. Dopo la morte di quest’ultimo, Marco si trasferì ad Alessandria, portando con sé sia i suoi scritti sia quelli di Pietro. Lì finì di redigere il Vangelo, da cui tuttavia omise alcuni racconti che riportò soltanto in un Vangelo segreto, consegnato poi alla Chiesa di Alessandria dove, ancora al tempo di Clemente, veniva scrupolosamente conservato “per essere letto solo da coloro che sono iniziati ai grandi misteri“. I grandi misteri nel Cristianesimo ? Ma di cosa stava parlando Clemente ? E’ ovvio che il vescovo sapeva cosa fossero l’iniziazione e i misteri. Era un uomo molto preparato in filosofia classica e i suoi scritti erano infarciti di citazioni di Platone, Parmenide, Empedocle, Eraclito, Pitagora, Omero e di decine di altri monumenti della classicità. Aveva esplorato a lungo ed esaminato criticamente i filosofi del suo tempo prima di convertirsi al Cristianesimo nella seconda metà del II secolo. Inoltre egli era consapevole del fatto che gli egizi avevano nascosto un sapere segreto nel simbolismo presente nei loro scritti e nelle loro raffigurazioni: conosceva i testi ermetici, i significati mistici trasmessi attraverso numeri e proporzioni e, al pari dei Terapeuti del secolo precedente, i significati occultati nelle storie dell’Antico Testamento.*

* Clemente, e di questo possiamo esserne certi, non era uno sprovveduto. Le sue parole illustrano la varietà e la complessità del mondo del Cristianesimo di Alessandria. È probabile che comprendesse pratiche rituali di un certo tipo e non dobbiamo dimenticare che i primi maestri gnostici, come Basilide e Valentino, emersero proprio da lì. Lo stesso Gnosticismo attecchì piuttosto a fondo e si sviluppò proprio dalle tradizioni segrete note al Cristianesimo delle origini. Il teologo Ippolito, dell’inizio del III secolo, conservò un salmo gnostico che terminava con i seguenti versi: “I segreti della via santa chiamata Gnosi io trasmetterò“. Gli gnostici ritenevano di essere i custodi del vero Cristianesimo e il cuore del loro sistema consisteva in un’iniziazione alla vera conoscenza della divinità. Clemente criticò in lungo e in largo gli gnostici, pur conservando una certa simpatia per le loro dottrine. I misteri e le iniziazioni erano una caratteristica saliente del Cristianesimo ad Alessandria, ma queste dottrine non venivano scritte, quanto tenute entro i limiti della tradizione orale. E il vescovo parla proprio di questo, all’inizio del suo libro Gli stromati: “Ma le cose segrete sono affidate ai discorsi, non alla scrittura“. Dopo aver raccomandato a Teodoro di mantenere il silenzio, Clemente fu anche troppo esplicito sul Vangelo segreto di Marco, visto che ne fornì il testo completo. A noi sono rimasti solo due estratti: quello più importante dei due si inserisce nel Vangelo Canonico di Marco all’interno del capitolo 10, tra i versetti 34 e 35. Il secondo, molto più breve, si adatta perfettamente al versetto 46, in cui il testo del Vangelo è in effetti mutilo.* (Il monastero greco-ortodosso di Mar Saba nei pressi di Betlemme dove è cominciato il destino di Morton Smith, nel bene e nel male...)

* Il brano centrale del testo del Vangelo segreto di Marco si focalizzava su un giovane iniziato da Gesù “al Regno di Dio“. Questo episodio avviene a Betania, lo stesso luogo della “resurrezione di Lazzaro“. Possibile che si trattasse dello stesso evento? E a questo punto bisogna allora chiedersi cosa si intenda veramente con l’espressione “risorgere dal regno dei morti“. Stiamo forse parlando di qualcosa di letterale o piuttosto di un’Oltretomba a cui Lazzaro era stato iniziato nell’oscurità e nel silenzio di una grotta chiusa da una grossa pietra, come ce la dipinge il Vangelo (Giovanni 11:38)? Era mai possibile che questi, come avrebbe forse detto Cristo, stesse ritornando da una visita al Regno dei Cieli? E in che rapporto sta questo testo con un altro evento molto misterioso che si svolge nel Vangelo di Marco? Quando Gesù viene arrestato nel Getsemani, dopo una breve lotta in cui a uno degli uomini del sommo sacerdote viene tagliato un orecchio, i discepoli fuggono. Marco però racconta di un giovanotto vestito solo di un lenzuolo, che si attardò dietro al messia, e che, una volta fermato, scappò via nudo. Questo giovanotto è molto simile a quello descritto nel Vangelo segreto di Marco e iniziato da Gesù: nessuno ha mai trovato una spiegazione per ciò, ma sembra inconcepibile che non vi fosse alcuna relazione tra le due cose. Per quanto Smith (Morton Smith,storico statunitense, professore di storia antica e studioso dell'Antico e del Nuovo Testamento), riveli come “la plausibilità non è una prova“, ciò nondimeno aggiunge che “la Storia è per definizione ricerca delle spiegazioni più probabili degli avvenimenti“.* (Morton Smith presso il famigerato monastero ortodosso di Mar Saba in una foto del '58.)

* Dalle lettere di Clemente d'Alessandria : " Hai fatto bene a frenare gli infami insegnamenti dei Carpocraziani: infatti costoro sono gli astri erranti che sono profetizzati, coloro che errano dalla strada stretta dei comandamenti verso l'Abisso infinito dei peccati corporali e carnali. Infatti, essendosi riempiti di orgoglio per la conoscenza, come dicono, delle profondità di Satana, ignorano che gettano se stessi nell'oscurità delle tenebre della menzogna e, si gloriano di essere liberi. Sono diventati schiavi di vili desideri. Questi vanno dunque contrastati in tutto e per tutto: infatti, se anche dicessero qualcosa di vero, chi ama la verità non dovrebbe allora essere d'accordo con loro, giacché non tutto ciò che è vero è verità. Non bisogna preferire alla verità rispetto alla fede ciò che sembra verità in base alle opinioni umane. Allora, delle cose ripetute riguardo al vangelo secondo Marco ispirato da Dio, alcune sono completamente false, altre, se anche qualcosa di vero vi è contenuto, non viene trasmesso in modo veritiero. Infatti la verità, poiché è mescolata alle falsificazioni, viene così corrotta che, come si dice, anche il sale perde il sapore. Marco, cioè, scrisse le azioni del Signore durante il soggiorno di Pietro a Roma, non però riferendole tutte, né d'altronde indicando quali hanno un significato spirituale nascosto, ma scegliendo quelle che riteneva più utili per la crescita della fede dei catecumeni. Quando però Pietro subì il martirio, Marco andò ad Alessandria, portando via le memorie sue e quelle di Pietro: da esse trasferì nel suo primo libro quelle valide per il progresso riguardo alla conoscenza. Scrisse un vangelo più spirituale per l'uso di coloro che raggiungono la perfezione. Nondimeno, non divulgò quelle segrete, né scrisse l'insegnamento sacro del Signore, ma ne aggiunse anche altre ai fatti già scritti. Inserì inoltre ancora un passo da quelli di cui sapeva che la spiegazione avrebbe istruito sui misteri divini i discepoli fino al nucleo della verità sette volte nascosta. Dunque così l'ebbe preparato, non con invidia né, come penso, d'un colpo, e morendo lasciò in eredità il suo libro alla chiesa di Alessandria, dove ancora adesso viene ben custodito molto al sicuro, conosciuto soltanto presso coloro che studiano i grandi misteri. Poiché i demoni impuri tramano sempre la rovina del genere umano, Carpocrate, dai quali è stato istruito, utilizzando anche le arti dell'inganno, così assoggettò un anziano della chiesa di Alessandria al punto che ottenne da lui la copia del vangelo mistico. Ed egli anche interpretò, ed ancora la profana, la dottrina, in base alla sua empietà e carnalità, mescolando le espressioni più pure e sante alle menzogne più impudenti: la credenza dei carpocraziani è inondata da questa mescolanza. Come ti ho detto anche sopra, dunque, mai bisogna cedere a costoro, né bisogna concordare con loro, qualora dovessero offrire le loro false dichiarazioni attraverso quelle che stanno nel vangelo. Sta dopo questo: "Erano sulla strada verso Gerusalemme", regolarmente fino a: "dopo tre giorni risorgerà"; così riporta in base al passaggio: "E andavano a Bethania e lì stava una donna, il fratello della quale era morto. E venendo, si inginocchiò davanti a Gesù e gli disse: 'Abbi pietà di me.' I discepoli la biasimarono. Gesù, adirato, se ne andò con lei verso il giardino dove stava la tomba: e subito si sentì una gran voce dalla tomba, e Gesù arrivando rotolò via la pietra dall'ingresso della tomba. Entrando poi subito dov'era il giovane, tese la mano e lo risvegliò, afferrando la mano. Il giovane guardandolo lo amò e cominciò ad invitarlo affinché stesse con lui. Ed uscendo dalla tomba andarono all'abitazione del giovane, difatti era ricco. E dopo sei giorni Gesù lo richiese. E giunta la sera il giovane venne da lui, indossando un drappo di lino sul corpo nudo. E rimase lì quella notte, infatti Gesù gli insegnò il mistero del regno di Dio. Da lì si alzò per partire, si volse indietro verso l'altra sponda del Giordano." Dopo questo segue: "E Giacomo e Giovanni gli andarono presso", e tutta la pericope. Ma "nudo con nudo" e tutto il resto riguardo a quel che hai scritto non si trova. Dopo: "E andò a Gerico" aggiunge soltanto: "E lì v'erano la sorella del giovane che Gesù amava, la madre di lui e Salomé. E Gesù non le ricevette." Tutto il resto che hai scritto sembra ed è menzogna. Dunque, la vera spiegazione ed in base alla vera filosofia..."

* Broadwaypictures's Return *